lunedì, marzo 26, 2007

LA “MAGGIORANZA PARLAMENTARE”

SECONDO il DITTATORE.

Opinione di Djiudigalinha

Inviato da Fernando Casimiro

“Dopo l’imposta vittoria nelle elezioni presidenziali in Guinea Bissau, il Generale Presidente, 27 anni dopo il suo arrivo al potere, crea, con il beneplacito della Comunità Internazionale, della CPLP e dei dinosauri Capi di Stato delle nazioni vicine, una nuova formula democratica nel paese di Amilcar Cabral: la Maggioranza Post Elettorale (MPE). Ovvero, basandosi sul suo potere economico e su prostitute alleanze nazionali ed internazionali di ogni specie, il Generale Presidente, dopo aver saziato la sua sete di vendetta nei confronti di Carlos Gomes Junior, esonerando il suo Governo, ha studiato questo nuovo sistema maggioritario parlamentare, battezzandolo MPE, appunto.

Al di là di essere incostituzionale, tutti hanno visto e, a parte le proteste del partito vincitore delle legislative, il PAIGC, tutti sono rimasti quieti e muti, compresa la Comunità Internazionale, sottoponendo ancora una volta il popolo guineense all’ennesimo smacco democratico.

Infine, il Generale Presidente, ha imposto la sua volontà ed è passato all’applicazione della sua nuova regola democratica, impiantando il Presidenzialismo post elettorale.

Ma visto che la vita è fatta di alti e bassi, egli stesso deve oggi confrontarsi con una nuova formula di maggioranza parlamentare post elettorale, creata da PAIGC, PRS e PUSD, più la società civile: il Patto di Stabilità Governativa per la Guinea Bissau, accordo politico partitico che costituisce, senza ombra di dubbio, la nuova maggioranza parlamentare legittimata in Guinea Bissau.

Questa maggioranza, approva una mozione di sfiducia e detronizza il governo di Aristide Gomes.

A conti fatti, il Governo, per decisione del Parlamento, ha smesso di esistere, con il ritiro della fiducia politica.

E’ caduto…ma il Generale finge di non essersene accorto, al di là dell’odore nauseante che esalava questo Governo.

Davanti a questo “parto frankesteiniano”, frutto della sua stessa machiavellica formula della nuova maggioranza parlamentare, il Generale Presidente, indipendentemente da tanta utopia ed insensibilità, ha ora le “Palle” che gli bruciano tra le mani e non sa come “raffreddarle”!

Vi è da dire che, questi partiti, più che una legittima unione di patriottismo, a tutti i titoli lodabile, non hanno fatto altro che esprimere, in sintesi, la legittima speranza di poter dire BASTA a chi non ha saputo approfittare dell’opportunità di potersi redimere di fronte alla storia del suo paese e chiedere scusa ad un popolo che ha disprezzato e maltrattato a favore dei suoi interessi machiavellici ed opportunisti.

L’insana Comunità Internazionale presente in Guinea Bissau…come sempre patetica ed incomprensibilmente incline a stare al gioco dei capricci del Generale Presidente, ultimamente ha mostrato buona volontà nel criticare il mostro bambino di cui anch’essa è stata madre putativa.

Ma più che queste operazioni di ipocrita cosmesi politica, meglio sarebbe richiamare il Generale alla ragione (come ha fatto l’ambasciatrice USA) e dirgli che…deve rispettare e far rispettare la Costituzione, e nient’altro.

Oggi, come un animale ferito a morte per le sue stesse azioni, il Generale Presidente, rassicurato da pareri di convenienza del suo Presidente del Supremo Tribunale di (in)Giustizia e da consiglieri occasionali, cerca di non vedere la verità e la realtà che gli saltano agli occhi. Infine, oggi come ieri, il Generale Presidente, per guadagnare tempo, continua nella sua dittatoriale attitudine del chiedere continui chiarimenti, per cercare di allontanare una verità che, presto o tardi, come l’olio tornerà sopra l’acqua.

Oggi conviene ricordarle, signor Generale Presidente, che la situazione difficilmente le concederà una seconda volta la fortuna, come ebbe, di arrivare ad una presidenza dopo un esilio.

La Comunità Internazionale, complice di questa situazione vigente in Guinea Bissau, si spera ponderi le possibili conseguenze tra…continuare ad appoggiare ciecamente un dittatore, o assumersi un più che probabile pasticcio politico militare dai risultati imprevedibili per il popolo della Guinea Bissau.

Siamo ancora in tempo per riconoscere che il male della Guinea Bissau stà nelle regole del gioco del Generale Presidente, e non nelle regole democratiche che il paese si è dato.”