lunedì, marzo 26, 2007

IL DITTATORE NEL SUO LABIRINTO:

PATTO O PARODIA?

Opinione di Alai Sibidè

Inviato da Fernando Casimiro

"Fino a prova contraria, sono molto reticente in relazione al nuovo patto che è al centro della scena politica di questi ultimi giorni in Guinea Bissau. Non si tratta di pessimismo per natura o di voler “contestare tanto per…” La questione è che non mi sembrano esserci le condizioni minime per la fattibilità di un accordo di questa natura.

In primo luogo, chi rappresenterà il PAIGC? L’ala ninista o il PAIGC legittimo, uscito vincitore dalle elezioni del 2004? E’ risaputo che il Generale Dittatore nutre profondo odio nei confronti di Carlos Gomes Junior, e non vorrebbe aver nulla a che fare con lui, indipendentemente da qualsiasi metamorfosi.

In secondo luogo, come può il Generale Presidente spiegare al popolo sofferente della Guinea, l’invito fatto ad un partito che lui stesso ha espulso dal Governo – che stava lavorando bene, al contrario di quello attuale – e con cui ora cerca di “pacificarsi”?

Se il signore dio della Guinea Bissau, il generale Nino, volesse procedere in modo trasparente, non sarebbe meglio e più sensato invitare il PAIGC legale a riformare il suo Governo e a riprendere il proprio lavoro per il tempo che resta da governare a questa legislatura? Sono molti interrogativi senza risposta!

Rispetto al PRS, non credo sia possibile stipulare qualsiasi tipo di accordo civilizzato con questo partito. Vuoi per il radicalismo tipico di questa formazione politica, che non ha nessun progetto sul paese, vuoi per l’incostanza politica ma non solo di kumba Yalà, nonché per l’incapacità dei quadri del partito di forgiare un progetto innovativo, che sia una vera alternativa al PAIGC. Umilmente parlando, credo che una qualsiasi intesa con il PRS sia una convivenza a termine, una barca alla deriva che può naufragare in qualunque momento.

Detto ciò, è importante anche ricordare che il suddetto patto prevedrebbe lo stesso numero di ministri per PAIGC e PRS. Un insulto che rivela il deficit democratico che il progetto comporta.

Un accordo di questa natura dovrebbe riabilitare i risultati delle elezioni del 2004, che dettero la vittoria, senza dubbio alcuno, al PAIGC.

Un’altra contraddizione contenuta nel patto è, al di là dell’eccessivo numero di ministeri, l’attribuzione di quello delle Finanze al PRS. Per il passato recente in cui ha governato questo partito, tale intento sarebbe (e sarà) premiare coloro che non hanno la minima disciplina in questioni finanziarie, per poter assicurare che interessi personali non si mescolino con la gestione di un Ministero tanto complesso e sensibile. Penso che chiunque sia indicato come possibile responsabile di tale Ministero dovrà essere persona di fiducia, competente (anche a livello politico) ed indicata dal Primo Ministro, che non può essere altri che Carlos Gomes Junior.

Il problema del potere militare, per concretizzare l’accordo, è fondamentale.

E’ necessario che, così come il PRS, anche i Militari abbiano la volontà e la disciplina di rispettare la nuova situazione politica (malgrado ciò possa essere una fatica erculea), inculcando loro il fatto che si tratta del futuro del paese, e non di interessi particolari. Il raggiungimento di questo obbiettivo passa solo se i militari lasciano le strade e ritornano nelle caserme, luogo indicato perché essi possano svolgere, bene, la loro importante funzione.

Al di là di tante parole dette, la mia visione è che, di questo patto, si realizzerà ben poco, per mancanza di volontà politica e per la difficoltà cronica degli attori politici guineensi nel rispettare accordi. Che mi stia sbagliando!?"