giovedì, febbraio 15, 2007

INSALATA di MARE
(contributo)


Scritto da Oscar Barbosa
Inviatomi da Fernando Casimiro
stralci del testo...per voi!

"[...] Il Sig. Ministro della Pesca Abdù Manè ha concentrato tutta la sua strategia nazionale nel tentativo di miglioramento della fiscalizzazione marittima. Esigendo per questo un aumento del compenso finanziario da parte dell'Unione Europea. Ricordo che al debutto delle contrattazioni il Governo Guineense chiese 15 milioni di Euro annui, cedendo poi a 10. [...]

Si ricorda anche che l'U.E. esige uguaglianza di trattamento sugli accordi di pesca. La verità è che la Guinea Bissau ha fatto trattamenti di favore al Governo della Repubblica Popolare Cinese. Per esempio, le navi cinesi colte in irregolarità o senza licenza sono state "liberate" senza alcun pagamento di multe. E questo è certamente una perdita finanziaria ed economica per lo stato.

La flotta Cinese fà una forte pressione per sfruttare le risorse ittiche guineensi (anche come forma di "ricompensa" per gli enormi appoggi che concede, la Cina, al Governo di Bissau). La Cina, negli accordi con Bissau, ha soltanto rinforzato un pochino la flotta da pesca guineense....ma le imbarcazioni donate sono vecchissime, e la prima di queste che è stata rimessa in mare è rimasta ferma, per guasti vari, più di un anno [...]

Una gestione responsabile delle risorse alieutiche presuppone una fiscalizzazione efficente, ma contemporaneamente una politica di concessione di licenze responsabile e realista. E su questo ci sono varie critiche da fare, in quanto gli accordi, non favoriscono minimamente la crescita di una flotta guineense un minimo corposa ed efficente, ma al contrario aumenta l'ingresso nelle acque locali di sempre più imbarcazioni Coreane, Senegalesi, Conakry guineensi etc...che pagano tariffe molto basse.

Il condono dei debiti derivati da imbarcazioni sequestrate per inadempienze alle leggi nazionali, debiti stimati intorno al Miliardo di Franchi CFA, crea dubbi e riserve, riguardo la trasparenza della politica del governo nel settore della pesca. [...]

L'ideale sarebbe sviluppare una capacità nazionale, una flotta nazionale e fermare così il sistema degli accordi, in quanto non si hanno meccanismi di controllo efficaci che possano monitorare l'esecuzione stessa degli accordi.
- Chi può garantire che quello che le navi pescano rientri nei limiti concessi, se le navi stesse non sono obbligate, per legge, a scaricare il pesce catturato?

Certo che a bordo delle navi ci sono osservatori, ma questa soluzione non è efficace. Tutti sanno che ci sono osservatori che lavorano come marinai a beneficio degli armatori, o chiudono un occhio in cambio di "Bustarelle" sotto banco!

Lo stato dovrebbe approfittare del nuovo accordo con l'U.E. per cambiare la sua filosofia e le sue strategie. Al posto di un accordo puramente commerciale (vendere le possibilità di pesca) dovrebbe negoziare perchè, ad esempio, gli armatori stranieri interessati a pescare nelle acque guineensi, creino infra struttura a terra, sul suolo Bissau guineense.

Vediamo, in questo contesto, cosa si fà, per esempio in Senegal, dove la CNCF, impresa cinese presente in Guinea Bissau, ma che ha la sua base di appoggio in Senegal, opera esclusivamente nelle nostre acque territoriali per riempire le stive di pesce e rientrare in territorio senegalese per le altre operazioni logistiche e di lavorazione del prodotto pescato. Così, in Senegal cresce l'occupazione, la ricchezza etc... e la Guinea Bissau continua a vedere solamente passare le navi!!!

Ecco che allora, se facciamo un analisi tra costi e benefici per il paese, a ragione dovremmo esigere più dei 7 milioni che ci danno e dei 10 che vorremmo, viste le reali potenzialità che i mari Guineensi offrono...
Ma è proprio per l'incapacità del Governo Bissau guineense di stipulare accordi che possano aiutare il paese a svilupparsi, che dobbiamo, a voce e testa bassa, accontentarci di quanto ci danno(n.d.r.)

Per avere un'idea di quanto il governo di Bissau "perde", diciamo, dati alla mano, che il Senegal ha, nella pesca, il suo principale prodotto d'esportazione, che frutta 168 miliardi di Franchi CFA all'anno. In Guinea Bissau, dalla pesca (licenze, contropartite etc..) si ricavano appena 15 miliardi di Franchi CFA!
(foto di A. Tosatto)