giovedì, marzo 06, 2008

AUMENTA IL CONSUMO DI COCAINA IN AFRICA

L’Africa occidentale è il luogo di transito delle 300 tonnellate di cocaina che sono consumate ogni anno in Europa. E questo, purtroppo, non rappresenta una novità.

Lo dimostra anche il rapporto 2007 dell’Organo Internazionale di controllo degli stupefacenti (OICS), un’organizzazione collegata all’ONU che ha sede a Vienna, riportando che nei primi 8 mesi del 2007 quantitativi importanti di cocaina sono stati sequestrati in Benin, Capo Verde, Guinea Bissau, Mauritania e Senegal.

La vera notizia è che l’aumento dei quantitativi di cocaina che giungono in Africa ha creato un mercato locale che diventa sempre più importante agli occhi delle organizzazioni criminali transnazionali. Un mercato importante è quello dell’Africa meridionale (in particolare il Sudafrica) che è rifornito di cocaina sia direttamente dai Paesi latino americani sia attraverso l’Africa occidentale, che a sua volta registra un aumento dei casi di tossicodipendenza.

La Guinea Bissau è uno dei Paesi dell’area che ha visto un aumento del numero dei tossicodipendenti negli ultimi tre anni.
La sostanza più usata è un derivato della cocaina, il cosiddetto “crack” che è chiamato localmente “Pedra”. Si tratta di una miscela di cocaina e bicarbonato di sodio che è più economica della polvere di cocaina ma è molto più forte e dà maggiore dipendenza. Le persone che assumono questa sostanza diventano spesso aggressive al punto che l’esplosione della violenza criminale nel Paese è imputata in gran parte alla diffusione del “Pedra”.

FONTE: FIDES